Ogni giorno, in migliaia di strutture sanitarie italiane, accade una scena che si ripete identica: un paziente chiama per prenotare una visita. La linea è occupata. Riprova. Dopo qualche minuto, riattacca. Magari riprova più tardi, magari si rivolge a un’altra struttura, magari rinuncia.
Quel gesto – una chiamata non risposta, un’attesa troppo lunga – non è solo un disagio. Ha un costo preciso. E spesso è un costo che le strutture non misurano, perché mancano gli strumenti per farlo.
